FRANCESCO CASSONE

di anni 89
18/04/1936
GENOVA
09/03/2026
ROMA

ANNUNCIO FAMIGLIA

Lunedì 9 marzo 2026 è venuto a mancare all'affetto dei suoi cari

FRANCESCO CASSONE

ne danno il triste annuncio la moglie, il figlio, i nipoti ed i parenti tutti.

RINGRAZIAMENTI

Ultimo Saluto

Inizio

11/03/2026
Ora: 11:00
Luogo: Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola

Fine

11/03/2026
Ora: 14:00

Celebrazione del Funerale

11/03/2026
Ora: 15:00
Luogo: Chiesa Parrocchiale di Ognissanti

Dove riposa

Luogo: Cimitero Flaminio - Prima Porta

Pensieri di Ricordo

15 Commenti. Nuovo commento

  • Ciao carissimo zio Ito , grazie del tuo profondo affetto: nei momenti importanti della mia vita sei sempre stato presente.
    Ora sei nella pace e nell’abbraccio dei tuoi cari fratelli Paolo, Puccio e dei tuoi genitori. Vi voglio pensare ridere felici insieme delle vostre battute e barzellette.
    Buon viaggio caro zio
    Tua nipote Alessandra

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  • Buon viaggio professore Grazie mille dei suoi bei consigli mi mancheranno le sue chiacchierate

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  • Carissimo Francesco, ora sei tra le braccia di quel Dio che hai santificato con tutta la tua vita, assieme ai tuoi e ai miei cari . Prego per te e per Annamaria e Stefano ché abbiano la forza di superare la tua assenza. Sei stato un amico sincero e fedele con tutti noi. Ti ricorderò con tanto affetto e gratitudine per ciò che hai sempre fatto per mio padre. Ciao !

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  • Roberta Cassone
    Marzo 10, 2026 9:07 pm

    Ciao caro zio, nonostante la distanza geografica ti abbiamo sempre sentito vicino. Ci mancheranno le tue telefonate giornaliere. Adesso ti pensiamo sereno con i tuoi fratelli Giancarlo e Paolo, i tuoi genitori e tutte le persone care, che ti hanno preceduto. Fai buon viaggio. Un grande abbraccio Roberta, a cui si uniscono Gabriella e Riccardo

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  • Ciao caro Zio, nonostante la distanza geografica ti abbiamo sempre sentito vicino. Ci mancheranno le tue telefonate giornaliere. Adesso ti pensiamo sereno con i tuoi fratelli, Giancarlo e Paolo, i tuoi genitori e tutte le persone care che ti hanno preceduto. Fai buon viaggio. Un grande abbraccio, Roberta, a cui si uniscono Gabriella e Riccardo.

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  • Carissimo Francesco, quale fortuna ha avuto chi ti ha conosciuto. Hanno potuto vedere la dolcezza e l’amore ma anche la determinazione, e aggiungerei la testardaggine di un uomo che ha amato la sua famiglia e tutto ciò che faceva. Ti ringrazio per il senso di accoglienza che mi davi ogni volta che ci incontravamo che anche se non sono state tante, sono sempre state belle. Un abbraccio.

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  • Stefania Frezza
    Marzo 11, 2026 9:16 am

    Professor Cassone, nn potrò mai dimenticare la sua rettitudine e la sua cordialità infinita. Il cliente che tutti noi amministratori vorrebbero avere. Cortese anche nel fare contestazione.
    Ma soprattutto nn potrò dimenticare i piacevoli conversati a studio su cosa far leggere a mio figlio appena adolescente.
    La ricorderò per sempre. Un abbraccio alla famiglia.
    Stefania Frezza.

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  • Buon viaggio caro zio, il tuo corpo ci ha lasciato ma le tue conoscenze, la tua saggezza, la tua visione, il tuo sguardo amorevole e comprensivo, rimarranno a rischiarare il camino del tuoi cari, che serberanno per sempre nei loro cuori il tuo indelebile ricordo.

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  • Valerio Volpi
    Marzo 11, 2026 10:31 am

    Caro Francesco,
    tutti noi ti ringraziamo per il tuo affetto e la tua amicizia che ci hai donato nei tanti momenti belli passati insieme a te, Annamaria e Stefano. Grazie anche per la gratitudine che hai sempre dimostrato a papà, della quale si sentiva molto onorato. Da Lassù ora veglia sui tuoi cari con quell’amore che hai sempre dedicato loro a piene mani. Ci mancherai, ma ti sentiremo sempre vicino. Dio ti benedica, nell’attesa di incontrarci di nuovo nella Sua Misericordia.

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  • C’è chi passa nella vita degli altri lasciando un segno leggero, quasi impercettibile. E poi c’è chi, come Francesco, lascia un’impronta profonda — quella di chi è sempre stato presente, nei momenti grandi e in quelli piccoli, senza mai fare rumore.
    Francesco era fatto di quella stoffa rara: la coerenza. Quello che pensava, lo diceva. Quello che prometteva, lo manteneva. Per lui la famiglia non era una parola da pronunciare nelle occasioni speciali — era il centro di tutto, il motivo per cui alzarsi ogni mattina.
    Era un fratello, zio nel senso più pieno del termine. Non solo per sangue, ma per scelta, ogni giorno. Sapeva ascoltare senza giudicare, aiutare senza chiedere nulla in cambio, esserci senza bisogno di essere chiamato.
    Ci mancherà la sua presenza silenziosa e rassicurante. Ci mancherà sapere che c’era.
    Ma chi ha vissuto come Francesco — con onestà, con amore, con dedizione — non scompare davvero. Resta nei valori che ha trasmesso, nei gesti che ci ha insegnato, nelle persone che ha contribuito a formare.
    Ciao Francesco.

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  • Caro Francesco, ti mando un saluto sperando che possa arrivarti. Ti ho conosciuto poco ma ti ringrazio per tutte le volte che sei passato da noi e per le nostre chiacchierate, la tua cultura e gentilezza e il modo che avevi di farci sentire speciali. Un abbraccio…

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  • Ripropongo la lettera letta ieri durante la funzione religiosa molto emozionante, per il ricordo di un’IMMENSA persona che abbiamo avuto il piacere di vivere…
    Caro Professore,
    fra le tante persone che le vogliono bene, oggi, qui c’è anche una parte dei suoi studenti della scuola media Montello, alcuni purtroppo non sono presenti fisicamente, ma con il cuore si, perché il legame che ci unisce a lei è qualcosa che il tempo non è mai riuscito a sciogliere. Per tutti questo è un giorno triste, vuoto… La notizia sopraggiunta all’ improvviso ci ha spezzato il cuore, ci ha reso inermi di fronte a questa realtà che non possiamo cambiare.
    Più di 30 anni fa è entrato nelle nostre vite in punta di piedi, con quella delicatezza e quella dolcezza che erano solo sue e senza quasi accorgercene è diventato parte della nostra storia, è stato impossibile non affezionarci a lei.
    Ci ha conosciuti adolescenti e ci lascia adulti, ma ancora incapaci di immaginare davvero la sua assenza.
    È stato molto più di un professore, è stato una guida, un esempio, una presenza discreta ma profondissima, capace di lasciare un segno indelebile.
    Non ricordiamo giudizi severi, ma consigli e domande, quelle domande che sapevano fermarci un attimo e farci pensare davvero, quelle che, senza far rumore, aiutano a diventare grandi.
    E sì, ricordiamo anche qualche strigliata, quando serviva, ma anche quelle, oggi lo sappiamo, erano parte del suo modo di volerci bene e di farci crescere.
    Ci ha insegnato l’italiano, certo.
    Ma soprattutto ci ha insegnato a ragionare, ad ascoltare, ad avere rispetto per le parole e per gli altri.
    E ci ha insegnato anche qualcosa di ancora più grande: l’amore: lei, insieme alla sua adorata moglie, anche lei nostra insegnante, ci avete dimostrato che l’amore eterno esiste.
    Una coppia inseparabile.
    Cinquant’anni di matrimonio e ancora vi guardavate con la stessa luce negli occhi di due giovani innamorati.
    Per noi siete sempre stati un esempio semplice e bellissimo di amore e complicità.
    30 anni Prof, sembra incredibile e non ci siamo mai lasciati, non tra noi compagni e nemmeno con voi.

    Ogni tanto organizzavamo un pranzo, per ricordare i tempi della scuola, per ritrovarci a ridere insieme, per sentirci ancora un po’ quei ragazzi spensierati seduti dietro ai banchi.
    L’ultimo lo abbiamo fatto solo pochi mesi fa e oggi ci rendiamo conto di quanto siano stati preziosi quei momenti.
    Ogni parola che ci ha donato è diventata per noi un piccolo tesoro custodito con cura, perché i suoi insegnamenti andavano ben oltre i libri e i compiti in classe.
    Solo chi, come noi, è riuscito ad andare oltre l’essenza delle sue lezioni, delle sue parole, dei suoi consigli oggi può dire di possedere una ricchezza inestimabile.
    La ricchezza di tutto ciò che ci ha lasciato dentro. Parole che ci hanno reso persone migliori.
    Se non avessimo avuto la fortuna di incontrarla, forse oggi saremmo diversi. Sappiamo che ha amato profondamente ogni studente che ha incontrato nel suo cammino e che ha dedicato anima e cuore a questo mestiere in un modo che pochi sanno fare davvero, ma sappiamo anche che con noi, la mitica 3ª A, aveva un rapporto speciale.
    Era orgoglioso di noi, proprio come lo sarebbe un padre e noi siamo fieri di essere stati i suoi studenti.
    Ora troveremo una sedia vuota,
    una scrivania ancora piena di appunti, i suoi libri accatastati,
    il computer spento, il suo bastone appoggiato in un angolo…Eppure, anche in quel silenzio, tutto continuerà a parlare di lei…Perché nei momenti difficili ritroveremo i suoi consigli.
    Rileggeremo i versi delle sue poesie e nelle giornate più grigie sapremo colorarle con i colori dei suoi acquerelli…
    Oggi può anche lasciarci su questa terra, ma continuerà a vivere per sempre nel cuore e nella mente di tutti noi che l’abbiamo amata e stimata tra i banchi di scuola.
    Professore, una cosa però dobbiamo chiederle ancora, i suo lavoro non è finito: Continui a guidarci da lassù, proprio come ha fatto per tutti gli anni della sua vita.
    Continui a camminare accanto a noi e a ricordarci, nei momenti difficili, quelle domande che ci facevano fermare a pensare e trovare la strada giusta.
    Noi le promettiamo che non la dimenticheremo mai!
    Continueremo a incontrarci.
    Continueremo a parlare di lei.
    Continueremo a raccontare quello che ci ha insegnato e ogni volta che ci ritroveremo attorno a un tavolo, a ridere e a ricordare i tempi della scuola, siamo certi che in qualche modo lei sarà ancora lì con noi, come se fossimo ancora i suoi ragazzi della mitica 3ª A, un po’ cresciuti, ma sempre, e per sempre, i suoi alunni.

    Le vogliamo bene, VOLI in alto Prof.

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  • Zio…
    È complicato scriverti anziché parlarti. Mi risulta innaturale, ma proverò.
    Ho letto, ho ascoltato parole stupende verso di te, da così tante persone di ogni età. Ho sempre pensato che eri oltre, ma tanto oltre noi gente comune…eppure tutto questo amore che hai intorno…mi ha lasciato senza parole.
    Zio…la verità è che un mondo senza di te per me è strano. Tu, lo so, mi avresti detto che ovviamente questo momento sarebbe arrivato. E che avrei dovuto fare il bravo, pensare alla mia famiglia, ai miei bimbi. Mi hai fatto vedere come li ami e ho visto come loro amano te. Sì zio, lo so. Ma perdonami, per me resta un mondo strano. A partire dal doverti scrivere qui. Mi sento su un altro pianeta.
    E allora scrivo, ma parlandoti. Lo sapevi che anche quando dormivi ti sei fatto un amico? Quello lì, quel burbero accanto al tuo letto di ospedale, era triste perché te ne eri andato…e ti chiamava amico. Forse era matto, ma istintivamente ti aveva sentito per quello che sei. Anche lì, in mezzo al vuoto e al dolore, ti sei fatto amare.
    Zio, non riesco a parlare di te. Non riesco a distinguerti dentro di me perché sei nelle emozioni. In me bambino…che restavo a bocca aperta. Quando si andava in giro e tu c’eri. E se capitava, per me era una festa. Scoprivo luoghi e sensazioni nuove. Scoprivo che da grande avrei voluto continuare così…come facevi tu. E mi perdevo nella bellezza dei tuoi libri.
    Lo sai che davanti a te mi sento ancora oggi bambino? E ti porto qui a fianco da tanti anni. Come quando guardo quel paesino antico, così delicatamente splendido…e sì, provo a farlo coi tuoi occhi. O quando non devo perdere la pazienza…pensando a come avresti reso tutto più semplice con la tua gentilezza.
    Entro in classe…come facevi tu qualche anno fa. Mi sento inadeguato. Provo però a capire, intuire. Se solo avessi un grammo del tuo fiuto in classe, della tua empatia…delle tue capacità. Provo ad aprire la mente allora…cosa avrebbe fatto zio ora? Mi hai detto che è una meraviglia entrare in classe, che lo avresti fatto ancora oggi senza il minimo dubbio. Ti ascolto zio, provo a capire e ad aprire la mia mente limitata. Anzi, a superarli questi limiti. E lo farò ancora sì, ma non mollarmi, resta qui con me.
    Zio…mi piace pensarti ancora lì a lavoro nel tuo studio. O a leggere il giornale. Al mare, in montagna, a casa. Mi piace ascoltare ancora e ancora, nei miei ricordi, la tua Romagna. Di colline stupende, alberi nel vento, città ideali, paesi sinceri…e gente dal grande cuore.
    Fammi ridere ancora dai, coi tuoi giochi di parole, le tue battute. Fammi sorridere, telefonami quando vuoi…quando ti va. Vorrei poterlo fare ancora. O come quando mi sorprendevi con una tua email.
    Zio, chi se ne importa del mondo, del tempo, della morte, delle lacrime. Vieni nei sogni, andiamo a fare una passeggiata dove va a te. E più avanti la faremo per davvero.
    Ti cercherò sempre, insieme alla tua famiglia, nelle persone che ami.
    Grazie zio. Grazie

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  • Ciao Zio Ito, ora che ti sei ricongiunto con i tuoi fratelli e con tutta la famiglia, spero che possiate stare insieme, ridere ed essere leggeri come nei momenti in cui i tre moschettieri si riunivano.
    Mando un grande saluto e ti auguro di divertirti lassù con tutti loro.

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  • Carissima Anna Maria, abbiamo saputo in ritardo della scomparsa di Francesco e la notizia ci ha addolorato e commosso. Francesco è stato per noi un collega e un amico sempre garbato, gentile,colto , preparato e collaborativo.Non possiamo non ricordare i tanti importanti e significativi momenti della nostra vita lavorativa nella “nostra” mitica Scuola Montello-Pagani. Per anni,quasi tutti i giorni,ci siamo incrociati, incontrati, confrontati , con sui tanti grandi e piccoli problemi da affrontare con la responsabilità che si deve avere verso i tanti giovanissimi ragazzi che ci sono stati affidati. Abbiamo letto la bellissima e profonda lettera che è stata dedicata a Francesco da una sua alunna. Il “Prof. Cassone” è stato ,per lei e i suoi compagni , un insegnante, una guida ,un amico di vita.
    Leggendo i vari messaggi, abbiamo avuto modo di conoscere in modo più completo la personalità di Francesco e ci siamo resi conto di quanto fosse un punto di riferimento importante e forte per tutta la sua famiglia.
    Noi, suoi colleghi, abbiamo avuto la possibilità di conoscerlo anche come autore di libri scolastici e , per anni, abbiamo adottato, quando la Geografia era ancora una disciplina importante nella scuola e nella vita, i suoi testi così ricchi, esaurienti e precisi. Di questo, Francesco era molto contento. e noi vogliamo ricordarlo per quello che è stato ” una bella persona”nella vita privata e nella sua vita di lavoro e di impegno.
    Carissima Anna Maria , vogliamo fare giungere a te , sempre presente nei pensieri di Francesco ,e a vostro
    figlio , le nostre più sentite condoglianze e i sensi del nostro commosso cordoglio.
    Un abbraccio forte da tutte noi.
    Teresa Soda- Lina Aloisi- Laura Bargellini- Laura Favaloro- Pasqualina Cipriani- Brunilde D’Agostino- Costanza Di Mastropaolo- Eliana La Vecchia- Daniela Mignone-Giovanna Mormile-Lea Olivieri- Lucia Piana- Luisa Tilia- Anna Titti.
    Per la Segreteria : Carla Bargellini- Mirella Di Rienzo- Eliana Lucci- Marilena Sacconi- Luciana Trombetta.

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